Celebrato il 66esimo anniversario della SNP
Una folla di circa 2500 persone ha partecipato alle celebrazioni ufficiali della ricorrenza della Resistenza Nazionale Slovacca (SNP) oggi, domenica 29 agosto, a Banska Bystrica.
Sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale la Slovacchia ricorda solennemente l’anniversario della Resistenza Nazionale Slovacca. Il 29 agosto del 1944, le truppe tedesche (che entravano nel paese per continuare ad assicurarsi la fedeltà del regime fantoccio di monsignor Tiso) si trovarono ad affrontare una resistenza armata ordinata dallo Stato Maggiore dell’esercito slovacco.
Ad onorare i 10.000 caduti dell’opposizione armata contro i nazisti il Presidente della Repubblica Ivan Gasparovic, il vice Presidente del Parlamento Milan Hort, il capo dell’opposizione Robert Fico, il Presidente dell’Associazione dei Combattenti (SZPV) Pavel Seckar.
Nel suo discorso, il Presidente Gasparovic ha evidenziato come la destra e la sinistra slovacca, quel giorno si allearono e “se cerchiamo valori stabili da cui i nostri imparare non dobbiamo scordare la Resistenza Nazionale Slovacca che appartiene di diritto ai valori morali e spirituali del paese”. A beneficio dei cronisti della televisione Gasparovic ha aggiunto, in una successiva intervista, che la Slovacchia ha una lunga storia ma che i suoi abitanti non la apprezzano abbastanza “dimentichiamo di essere stati uno stato antico in Europa, di aver riportato molti successi e di essere adesso realmente diventati uno stato indipendente”.
Il vice Presidente del parlamento slovacco, Milan Hort, ha ragionato sulle diverse affermazioni morali della SNP “la sfida a non aver paura ed opporsi alla tirannia liberticida, la sfida ad assumersi responsabilità per il dono della libertà e della democrazia lottando contro l’indifferenza che porta al totalitarismo ed alla guerra”. Hort ha poi ricordato la necessità di ripristinare e conservare la verità storica sulla Resistenza Nazionale slovacca perché questa appartiene a tutti e non deve dividere ma unire la società.
Il leader dell’opposizione (ex premier) Robert Fico (Smer-SD) ha riconosciuto all’insurrezione nazionale slovacca il pregio di aver appianato le differenze politiche consentendo ai partigiani di combattere per la stessa causa nonostante il differente retroterra ideologico.
Il Primo Ministro Iveta Radicova, che ha presenziato brevemente per poi recarsi ad una differente celebrazione tenutasi a Kremniza ha detto “Grazie a loro che hanno avuto il coraggio di allearsi con la libertà e la giustizia sacrificando quanto avevano di più prezioso. Ci sono valori per i quali bisogna non solo parlare ma anche sacrificare le nostre vite”.
Alla Radicova non è mancato un tono polemico quando, riferendosi al tentativo dell’ex Arcivescovo Emerito di Trnava, Monsignor Jan Sokol, di giustificare la Prima Repubblica slovacca (1931-1945) col benessere materiale, ha sostenuto che “uno stomaco pieno non vale qualsiasi prezzo”.
Dai toni polemici si è poi passati alle carte bollate visto che l’Associazione dei Combattenti Anti-Fascisti slovacca (SZPB) presenterà un reclamo contro la televisione di stato STV rea di non aver trasmesso l’evento in televisione.
Il segretario del comitato centrale di SZPB, Roman Hradecky, , ha dichiarato inviperito, che “anche se l’SNP è una delle cinque feste nazionali la STV ha preferito mandare in onda la messa di un seminario di Banska Bystrica,”.














