Dzurinda: più Ucraina e meno Kossovo

Mikulas Dzurinda

Mikulas Dzurinda

Si dovrebbe più spesso sentir parlare di Ucraina in sede di Commissione Europea, questo almeno secondo il ministro degli Esteri Mikulas Dzurinda, che ha incontrato i giornalisti a Vysne Nemecke (regione di Kosice) tornando da una visita ufficiale oltreconfine.

Dzurinda, che si era recato ad incontrare la comunità slovacco-ucraina di Uzhgorod

La visita di Dzurinda aveva due scopi “incoraggiare la comunità slovacca nel suo sforzo per completare la ricostruzione della scuola elementare e media, frequentata da bambini di entrambe le etnie e mostrare il serio interesse degli slovacchi verso l’Ucraina, il più grande dei nostri confinanti e l’unico che non sia ancora membro dell’Unione Europea”.

Dzurinda si propone di cancellare il visto unilaterale di ingresso al quale sono soggetti gli ucraini “sebbene ci sia una soluzione più basilare: la prospettiva europea dell’Ucraina. Se l’Ucraina diventa membro dell’Unione Europea non ci sarà più bisogno di visti”.

Il passo risolverebbe, secondo Dzurinda, l’annoso problema delle code ai valichi doganali e per questo la Slovacchia si farà portavoce in seno alla Ue anche degli interessi dei suoi vicini.

Dzurinda ha poi partecipato al consiglio dei ministri tenutosi venerdì a Kosice ed al termine ha sostenuto coi giornalisti che la Slovacchia non ha motivo per cambiare la sua posizione negativa rispetto alla dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo del febbraio 2008.

“Capiamo gli interessi del Kosovo ma teniamo anche in seria considerazione quelli di Belgrado”. L’affermazione di Dzurinda è stata la diretta risposta alla richiesta della sua controparte tedesca, Guido Westerwelle, che aveva lanciato venerdì (nel corso di una sua visita) l’appello per il riconoscimento dell’indipendenza del Kossovo da parte di Cipro, Grecia, Romania, Spagna e Slovacchia.

“Non abbiamo mai detto che non riconosceremo mai l’indipendenza del Kosovo ma abbiamo solo e sempre evidenziato che è anche necessario tenere in considerazione anche gli interessi contrapposti (…) la Corte Internazionale di Giustizia non ha risolto nulla (…) per questo al momento non vedo ragione per cambiare posizione” ha concluso Dzurinda.

Scritto da il 28 ago 2010. Registrato sotto Notizie principali, Politica. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione relativa a questo articolo.

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