La discriminazione razziale non esisterebbe
Sarebbe falso valutare il livello di discriminazione razziale esistente nel paese sulla base delle cause patrocinate in corti di giustizia slovacche dal Centro Nazionale per i Diritti Umani.
Secondo il quotidiano slovacco SME (che ha sbattuto lo scandalo in prima pagina) semplicemente accade che chi si rivolga al Centro per i Diritti Umani non ne cavi un ragno dal buco.
Viera Samkova, una insegnante di etnia Rom di Lubenik (nella regione di Banska Bystrica) ha raccontato ai cronisti di SME di essersi rivolta al Centro dopo essere stata rifiutata per anni dalle scuole dell’area di Gemer, nell’est del paese, nonostante la sua qualificazione fosse superiore a quella di molti altri insegnanti. Ma i difensori dei Diritti umani le avrebbero risposto (speriamo retoricamente) di non trovare motivi per i quali per i quali la Samkova potrebbe esser stata discriminata.
Vista tanta selettività nella scelta dei patrocinati, si sarebbe portati a pensare che almeno i pochi casi nei quali il Centro per i Diritti Umani si prodiga, i risultati processuali siano vittoriosi: tutto il contrario.
L’organizzazione, con un budget superiore ai 600.000 euro annui, si è costituita in sede legale solo in tre casi, nel 2009: uno perso, uno pendente alla Corte Costituzionale ed un terzo in discussione alla Corte d’Appello.












